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DAVINA JACKSON
A SCULPTOR IN PAINT

By Edward Lucie-Smith - Art Historian, Author & Critic

Anyone who looks at this extraordinarily confident and inventive group of paintings will see that they have a place in a very specifically British Modernist tradition. Artists whom she mentions as early influences include Paula Rego, Ken Kiff, Norman Ackroyd, Albert Irvine, Jennifer Durrant and Peter Doig. On her personal website she also names certain classicizing Italians, such as Marino Marini, Sironi and Carlo Carrà. For me, however, there is one name that she rather conspicuously leaves out – that of the greatest of all British Modern Movement sculptors, Henry Moore. One cannot miss the likeness. The kinship is not so much one between Moore’s graphic work, such as his etchings and lithographs, as one between Moore’s actual sculptures and her paintings. The subject matter – yes – is often similar: reclining female figures, monumental in appearance though often modest in scale. More striking still is the way in which Jackson seems actually to carve her figures out of paint. Sometimes, too, there is a hint of the more mischievous side of Picasso – for example, a little figure tootling a pipe. In one case he is standing on the back of an extremely simplified horse. Picasso once said that it was necessary to go back to the vision of childhood – to set aside all sophistication – in order to be a really creative artist. At a time when the mainstream Modernist tradition is increasingly under attack – when, in fact, a lot of leading figures in the contemporary art world seem to be willing to do anything it takes to wriggle free of it – it is interesting to encounter an artist who has the self-confidence to make it work for her. The influences and relationships I have cited have by no means impeded the creation of an original, immediately recognizable personal language. These paintings are, above all, concise presentations of personal truths. In particular, at a time when women artists are being increasingly recognized, what one sees here is everyday female experience – having children, creating a family – expressed through a sensibility that is nevertheless defiantly Modernist. Davina Jackson is not willing to renounce, either because of her gender or for any other reason, the creative universe that the great early and mid 20th century Modernists created. 


03 August - 03 September 2017


Opening hours: Thursday-Sunday h 17:00-21:00


Portopiccolo, Sistiana 231


34013 Trieste - Italy

AMPELIO & FRIENDS

Quattro artisti veneti, di generazioni diverse ma accomunati da reciproche collaborazioni a quattro mani e da prolungate esperienze di lavoro all'estero, propongono la visione di quattro punti cardinali del fare artistico. Silvia de Giudici (1966) sfida i limiti delle categorie estetiche spingendo la pittura sul “margine” del Bello e del Brutto. La sua pittura emozionale, fortemente cromatica, non nasce da una progettualità ma da una esperienza immediata, da una accelerazione ematica. Archetipo e simbolo sono invece le chiavi di lettura dell'opera di Sara Marchetto (1968). Nei busti femminili concepiti anche per un'esperienza tattile, dolcezza e dolore, serenità e consapevolezza si fondono nei torsi/recipienti/vasi predisposti per l'accoglienza dell'anima. La pittura di Pierluigi Slis (1974) è tonica, rapida, stesa senza ripensamenti. L'artista sperimenta i nuovi materiali sintetici concepiti per l'uso industriale su tele di piccolo e grande formato attraverso applicazioni geo-simboliche e neoinformali. Ad un realismo magico si riferiscono invece le metafore e le allegorie di Ampelio Zappalorto (1956) nelle quali l'artista si autoritrae come alter ego in qualità di giovinetto/a in comunione con animali e oggetti ai quali assegna una intensa carica simbolica.

MIND VOGUE 2017

A cura di Renzo Spadotto

L’esposizione, che ha luogo dal 29 Aprile al 28 maggio 2017, nella galleria di Woland Art Club, in via Le Botteghe 1 a Portopiccolo Sistiana (TS), vedrà esposte le opere più recenti di Piergiorgio Del Ben. I tratti distintivi delle celebri serie Business Story e Anonymous Project si coniugano perfettamente con la nuova collezione MIND VOGUE, confermando le modalità stilistiche codificate, le cifre che rendono riconoscibile la produzione dell’artista. 


Il percorso di ricerca di Piergiorgio Del Ben, la cui poetica pone in rilievo la crisi d’identità dell’uomo d’oggi, dà risalto alla tragicità dei personaggi raffigurati. In linea con le problematiche caratteristiche del mondo contemporaneo, in queste sue opere affiora la spersonalizzazione dell’individuo, la perdita dell’interiorità e della soggettività, l’uniformità imposta dalla moda e dalle regole sociali. 


L’esposizione nella sua complessità propone una riflessione sulla società del presente che evidenzia l’importanza dell’apparire a discapito dell’essere, mettendo in crisi la soggettività e le manifestazioni delle diversità individuali. Il processo di omologazione è rappresentato attraverso la cancellazione dei tratti distintivi, anche fisiognomici, che rendono ciascuna persona unica, indicibile e insostituibile.


Campiture sature di colore compatto, privo di velature, annullano ogni profondità e azzerano prospettive e quotidianità dei luoghi, enfatizzando le categorie concettuali ispirative. Texture ricercate, composte di dettagli e piccoli particolari grafici costituiscono forme di scrittura inedita, rappresentazioni decorative che suggeriscono la superficialità e vacuità della comunicazione mediatica.




Vernissage Saturday 29 April 2017 h 18:00 


29 April - 28 May 2017


Opening hours: Friday-Sunday h 11:00-17:00


Portopiccolo, Sistiana 231


34013 Trieste - Italy

BUSAN - KOMEL - SPANO'

A cura di Franca Marri

Fotografia, pittura e scultura si alternano dal 5 marzo 2017 in questa esposizione che si sviluppa nelle due sale del Woland Art Club. Le opere pittoriche di Busan articolano segni e colori quali tracce di un'esistenza a volte tormentata e sofferta, altre volte semplicemente sospesa nel dubbio, interrogativa, in ogni caso sempre estremamente vitale. Le sculture di Komel concentrano tutta la loro energia in un necleo primigenio per poi sprigionarla con un movimento a spirale via via sempre più ampio, luminoso. Le fotografie di Spanò sovrappongono immagini, ricordi, sentimenti, parole ritraendo paesaggi, alberi, mari, castelli, foglie, raggi di sole. 

PIERGIORGIO DEL BEN

L’Associazione culturale Woland Art Club e la Fondazione Giovanni Santin Onlus presentano l’artista Piergiorgio Del Ben. Il percorso di ricerca di Piergiorgio Del Ben, partito nel 2011, con l'esposizione presso il Palazzo delle Stelline e il Museo della Permanente a Milano, passando per la “The perfect family” quadro con cui l'autore ha vinto il premio ArteLaguna 2013 nella sezione Under25, per arrivare allle opere selezionate per la 95ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa o a quelle vincitrici del premio Arte 2013 Cairo Editore,  si declina in due serie distinte, in cui viene posta in rilievo la crisi dell'uomo moderno attraverso l’utilizzo di pennellate minimali che danno rilievo alla tragicità angosciosa dei personaggi raffigurati: da un lato le prime opere d’arte del progetto Business Story, ovvero sei personaggi ricreati, dai profili psicologi che si intrecciano tra loro in una storia; e dall’altro la collezione Anonymous Project in cui la sottrazione delle forme si esplica nella caratterizzazione del segno dell’artista. L’esposizione di questo Novembre -curata da Renzo Spadotto - vuole essere un’anteprima della mostra che avrà luogo a Maggio 2017 nella galleria principale del Woland Art Club in cui la complessità del percorso dell'artista sarà rappresentata più compiutamente dal progetto MIND VOGUE. 


 

FRANCESCO GRECO

“Alle volte tornano”non è solo un titolo per la nuova mostra di Francesco Greco - artista eclettico con uno stile personale frutto di una preparazione accurata e della capacità di leggere momenti di "ordinaria follia metropolitana" - ma anche e soprattutto la sottolineatura della grande forza comunicativa ed umana della sua effervescente personalità... come molti di noi hanno potuto cogliere nella sua permanenza a Portopiccolo. Per tornare alla sua cifra espressiva, Francesco, attraverso la riproposizione di artisti come Rotella, Dalì e Mirò e l'utilizzo nelle sue opere di poster, stampe antiche, quotidiani anche dei primi del 900 fino agli anni 70/80 che raggruppa e cataloga in grande quantità, porta alla creazione di opere che esercitano una critica sociale, attenta, caratterizzata dall'inserimento nel contesto pittorico di proprie citazioni e massime che connotano le creazioni di apprezzabile ironia e saggezza. (Fabio Fonda)

ALBERTO ORIOLI

 Ferrarese trapiantato prima a Roma e poi a Milano, giornalista da più di 30 anni, è vicedirettore ed editorialista del Sole 24 Ore. Da qualche anno ha deciso di riflettere “con altri supporti” sul senso delle parole di carta nel momento in cui il giornalismo si sta trasferendo sulla rete. L’idea di fondo è che i linguaggi di tutti i giornali del mondo fanno un unico linguaggio, forse il più antico di tutti, quello delle origini, il logos. Le parole possono diventare gusci vuoti di significati ma piene di senso profondo anche se non si possono leggere o riconoscere. In questa epoca ubriaca di cultura del “vero digitale”, resta l’onore delle armi alla cultura analogica, della metafora rarefatta che va oltre ogni realtà virtuale omologata e dove anche l’effetto-3D si può ottenere con mezzi e strumenti che, dalla loro apparente preistoria, recuperano una dignità inaspettata.

LUCA MORETTO

La poetica di Moretto provoca delle emozioni inedite negli spettatori, questo gratifica l’artista ed alimenta la sua volontà di evolversi attraverso la ricerca di nuovi volumi, plasmando il silicone con un particolare gusto per i colori. Da sempre sperimentatore, l’artista realizza la prima Bugatti B35 partendo da una macchinina giocattolo. Così nel 2014 nasce la versione Color Drops White Edition a cui fa seguito la versione ”black” esposta a Portopiccolo assieme ad una serie di opere che vogliono celebrare questi primi dieci anni di attività

SONIA ROS: TRIBUTE TO BACON

Bacon definisce il proprio lavoro come il “camminare sull’orlo dell’abisso … evocando le emozioni più … intime che un uomo possa provare”. Più in là “oltre la bava della lumaca” solo silenzio e vuoto. Bacon conduce all’estremo luogo. Sonia Ros non esita su questa soglia. Alla tragedia della sfigurazione dell’uomo del Novecento, risponde con la frammentazione carnale dell’umanità del Terzo Millennio. Si appella alla bioarte e alla bioetica per spostare lo sguardo dal centro e dal luogo, verso un altrove analogo: impossibile composto erotico ed innocente. I nuovi corpi di Sonia Ros non sono un tutto rapido e formale, ma rappresentano sintesi di lentissime relazioni provvisorie, incontri di parti, di pezzi dell’Assoluto. Alessandra Santin Portopiccolo 11.08.206

STAMPERIA D'ARTE ALBICOCCO

Prosegue, per tutto il mese di settembre, l'interazione espositiva con la Stamperia d'Arte Albicocco basata sul tema dell'astratto attraverso le grafiche di tre maestri: Carlo Ciussi, Giovanni Frangi, David Tremlett. Delle loro opere così scrive Roberto Budassi. “Solo quando l’astrazione pittorica si converte al linguaggio dei segni e adotta le tecniche di rappresentazione grafiche, raggiunge il suo massimo compimento. L’arte grafica è l’arte di tracciare segni, di rappresentare il mondo fenomenico e la natura metafisica delle idee con il linguaggio dei segni. Il segno è forma astratta per eccellenza e tracciare un segno su di una superficie è già volontà di esprimere un concetto astratto.“

PANTA REI

Le opere fotografiche a tiratura unica, di grande formato a colori, realizzate a multiscatto evocano concettualmente il fluire innarrestabile del tempo, il senso dell'istante, l'imprevedibilità dell'evolversi di forme e relazioni tra elementi in movimento. Cooerente con le categorie più attente alla dimensione complessa e sistemica del contemporaneo, la serie di eventi subacquei costituiscono il percorso "PANTA REI" di Dri&Valdemarin in esposizione dal 4 agosto presso la nuova sede per il contemporaneo SUMMERART 2016 di Portopiccolo.

Alessandra Santin

FRANCIS BACON

Dal 15 Luglio al 28 agosto Francis Bacon a Portopiccolo.

Le opere.

Si tratta di sei opere su carta, fornite dalla Francis Bacon Italian Drawings Foundation a cura del procuratore avv. Umberto Guerini, e selezionate dallo storico dell’arte londinese Edward Lucie-Smith.

La mostra a Portopiccolo rappresenta un’esclusiva anticipazione di quelle previste successivamente all'Albertina Museum di Vienna ed alla Casa dei Carraresi a Treviso.

L'esposizione prevede due sedi: 

il Woland Art Club, con accesso pubblico su prenotazione e direttamente riservato ai soci Woland Art Club ed agli ospiti di Portopiccolo

la hall dell’albergo Falisia, a Luxury Collection Resort & Spa, Port (albergo 5 stelle lusso della catena Starwood)

La scelta di esporre queste opere rappresenta:

un punto fermo nel lungo e dibattuto percorso iniziato nel novembre 2009 a Venezia con la mostra “La punta dell’iceberg” e conclusosi con la pubblicazione del volume “Works on paper” (a cura di Cristiano Lovatelli Ravarino e di Umberto Guerini) presentato a Londra nel maggio scorso, disponibile presso il Woland Art Club.

per il grande pubblico, la possibilità di “entrare” nel contesto di uno dei più intriganti e dibattuti percorsi di autenticazione dell’arte moderna

per i collezionisti e gli appassionati d’arte, l’opportunità di incontrare e prendere diretto contatto con i curatori dell’intera collezione delle “carte italiane” di uno dei più famosi e controversi artisti del passato millennio.

Zoóxylos
Tracce di un passato mai esistito

Da sempre il lavoro di Roberto Kusterle indaga il rapporto tra l'uomo e la natura cercando punti di contatto del tutto inediti nel legame con la terra, attraverso l'argilla, tra concrezioni e contaminazioni di forme, linguaggi, materie e corpi diversi. In Zoóxylos frammenti di legni portati dall'acqua dei fiumi si trasformano in animali di ere lontane, sconosciute. Appaiono improbabili e possibili al tempo stesso; appaiono vivi, come se fossero pronti e quasi desiderosi di venire a narrare le loro storie, posati su una pietra che è la base del loro stare e del loro esistere. E anche in contrasto con la staticità della pietra il legno diviene pelle, scheletro, zampe, orecchie, corna, occhi. Il loro sguardo è immediatamente sentimento, è subito racconto. Come osservando le nuvole nel cielo, come cercando tra le forme dei sassi, il pensiero inizia ad immaginare storie suggerite da una ammaliante voce fuori campo: quella dell'artista che in questa circostanza pare fingersi arguto archeologo, raccoglitore di tracce di vita di un tempo perduto, forse mai esistito, in grado di aprirci mondi finora inesplorati, in ogni modo capaci di parlarci di noi.

Franca Marri

“20 d'Olanda” 

Prendere lo spunto da un progetto artistico per riproporlo in un nuovo originale formato espositivo, dove alle opere dell'autore vengono abbinate le immagini che il grafico ha realizzato per il catalogo, è la sfida dialettica che Enzo Navarra (eclettico pittore e scultore) ed Alessandro Vascotto (grafico di cultura accademica) propongono al Woland Art Club di Portopiccolo dal 21 aprile al 15 maggio. La mostra primigenia, di cui l'attuale esposizione riprende il titolo, è il viaggio immaginario che Enzo compie sulle tracce di Vincent (van Gogh) narrato attraverso il proprio inconfondibile codice espressivo e “commentato” da Alessandro Vascotto con un segno grafico che va ben oltre un'ancillare descrizione, ma ne parla con un chiaro linguaggio proprietario, in un formato peraltro quasi di rispettoso tributo ad Enzo nel segno di una complice amicizia, merce rara sullo scenario attuale (e locale...) dell'arte contemporanea

ALBICOCCO, STAMPERIA D'ARTE

Dall'incontro con Alessandra Santin e gli Amici di PARCO, in occasione della mostra “Impressione Astratta” in Galleria Pizzinato a Pordenone lo scorso febbraio, nasce l'idea e la realizzazione di questa prima presenza della Stamperia Albicocco al Woland Art Club. Attraverso le opere di Luca Pignatelli, Piero Pizzi Cannella e Safed Zec, Corrado ed il figlio Gianluca ci faranno scoprire una storia di passione, tenacia, bellezza, artigianalità, cura, qualità: una importante realtà regionale nel mondo dell’ arte contemporanea.

La mostra resterà aperta fino al 29 maggio (per orari ed ulteriori informazioni su Facebook : Woland Art Club)

SOGLIE

A proposito dell'autore che conosceremo venerdì alle 18 al WAC:

Le foto di Dario Apostoli sono deserti urbani di abbacinante fulgore. Due sono le sensazioni intense che suscitano. La prima è il trovarsi a osservare, da vicino incredibilmente e senza protezione, la luce accecante di una gigantesca esplosione nucleare: quella luce che investe le cose, le consuma con una violenza che anticipa di un istante il vento atomico, il fuoco che tutto brucia e che, però, le cose che restano visibili sono ammantate di colori smaglianti, vibranti, vivi.

La seconda sensazione è il vedere le immagini della realtà, ma come rivestita da una luce soprannaturale, vissuta come in un sogno piacevole e distaccato, come quello che descrivono le persone rientrate da un coma profondo. Che hanno in qualche modo sperimentato la morte, per poi ritornare di nuovo tra i vivi. Che hanno varcato quella incredibile “soglia” che separa universi paralleli e incomunicabili.

(da Gente di Fotografia)

Dario Apostoli nasce a Berna nel 1970. Sin da ragazzo si dedica alla fotografia occupandosi personalmente di sviluppo e stampa. Partecipa a numerosi corsi e work-shop affinando la sua conoscenza delle tecniche e della storia della fotografia italiana e internazionale. Insegna fotografia in corsi per enti pubblici e privati. Dal 2008 sperimenta il cinema filmando cortometraggi con il telefono cellulare. Ha all’attivo numerose mostre e proiezioni sia personali che collettive.

Woland Art Club presenta: Kanon_regole ferree opere di Vania Elettra Tam a cura di Franca Marri 4 - 27 marzo 2016

 Nei nuovi spazi di Woland Art Club di Portopiccolo a Sistiana (Trieste) si inaugura venerdì 4 marzo alle ore 18 la mostra Kanon. Regole ferree di Vania Elettra Tam. L'esposizione, curata da Franca Marri, presenta gli ultimi lavori dell'artista che rispecchiano la sua poetica incentrata sulla figura della donna e sulle nevrosi femminili. Non senza un velo di ironia costantemente e sottilmente presente, la Tam focalizza l’attenzione sugli stati d’ansia provocati dalla frustrazione, che causa la necessità di creare sempre nuovi bisogni (spesso assolutamente superflui) e che spinge gli individui a cercare soluzioni rocambolesche per risolvere problemi non essenziali. A partire da Fame Daria, primo dipinto di questo ciclo pittorico, creato in occasione dell'evento artistico “Cibi Condimentum Esse Famem” realizzato dal magazine Frattura Scomposta per EXPO 2015, passando attraverso Ella Viola, opera in cui viene rappresentata una donna in una camera insonorizzata intenta a suonare con un archetto le sottili trecce dei propri capelli, l'artista giunge a rivisitare antichi capolavori del passato ritraenti figure femminili, nobildonne e donne di diversa estrazione sociale. Sui loro volti aggiunge alcuni marchingegni grotteschi, maschere di tortura o strumenti forse non troppo dolorosi che dovrebbero avere la funzione di rimodellare i tratti somatici: castigo a cui le gentildonne si sottopongono con consapevole rassegnazione per poter rientrare in quei canoni di bellezza che, da sempre, la società impone pena l’emarginazione. Da qui il titolo: “Kanon” ovvero canone (dal greco kanon=regola) sta infatti ad indicare l'insieme di norme rigorose che hanno lo scopo di ottenere un equilibrio compositivo in modo da giungere a forme che appaiano perfette e armoniosamente proporzionate. Rientrare nei canoni equivale a diventare un modello a cui tutti (tutte) sono chiamati ad uniformarsi. Ogni dipinto è accompagnato da un disegno realizzato in sanguigna su carta da spolvero: accanto all'utilizzo delle nuove tecnologie alle quali l'artista ricorre in fase progettuale, permane il fascino dell'antico mestiere dell'arte. Orari: ven. 16-20 – sab e dom 10-13, 16-20 (o su appuntamento) ingresso libero Eventi collaterali: domenica 13 marzo alle ore 11.30 dialogo con l’artista: intervengono Vania Elettra Tam, Franca Marri (critica d'arte e curatrice) e Patrizia Rigoni (sociologa e scrittrice) Info: Woland Art Club Sistiana 231 / N4 – Portopiccolo (TS) www.wolandartclub.com info@ wolandartclub.com

Woland Art Club propone: Fughe Centripete di Vatroslav Kulis al Magazzino delle Idee
04 Marzo - 03 Aprile 2016

Dopo la mostra di esordio a Porto Piccolo nel 2015, organizzata da Woland, il MUO di Zagabria presenta al Magazzino delle Idee in collaborazione con la Provincia di Trieste le "grandi dimensioni" delle opere coloristiche dell'artista croato. Vernissage ed introduzione di Edward Lucie Smith giovedì 3 Marzo alle ore 18.